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Convegno 7-8 ottobre Rassegna Stampa PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Comunitario Agape   
Tuesday 22 November 2005


Convegno 7-8 ottobre

Rassegna Stampa


 

Il Quotidiano della Calabria   Mercoledì 5 ottobre 2005

Il 7 e l'8 ottobre convegno "Bambini in bilico"
Fari puntati sulla condizione dei minori


Un equilibrio instabile, precario, non sicuro: è questa l'immagine che rispecchia la condizione di molti minori, per i quali le politiche sociali ed educative non fanno ancora abbastanza. Di "bambini in bilico" fra un futuro fatto di opportunità ed uno a rischio di abbandoni, abusi e devianze, si discuterà nel corso di un convegno promosso dal Centro comunitario "Agape", in collaborazione con il Movimento di volontariato italiano, l'associazione "Amici dei bambini" ed il Forum regionale "Associazioni per i minori", che si terrà il sette e l'otto ottobre presso la Sala "Nicholas Green" del Consiglio regionale della Calabria.

Oltre all'analisi della condizione minorile in Calabria, dalle attività positive già avviate sul territorio alle esigenze ancora insoddisfatte, si farà il punto sulla responsabilità delle istituzioni e della comunità, ponendo l'attenzione particolarmente su un dato: l'Italia è il paese della Comunità europea che spende meno per le politiche sociali. "E la Calabria, dove ogni anno nascono circa 20.000 bambini, insieme al resto del Sud, è al di sotto della media nazionale", ha annotato Lucio Raffa, membro del Forum permanente per la tutela dei diritti dei minori.

Nel corso della conferenza stampa, moderata dalla giornalista Paola Suraci, Pino La Gamba, portavoce del Forum, ha denunciato la mancanza di una rete di protezione sociale per i bambini, che vivono disagi personali e familiari sia di carattere economico che relazionale. "Queste le drammatiche motivazioni ­ ha spiegato - che un anno fa hanno spinto trenta associazioni ad assumere precisi impegni aderendo al forum, con il proposito di attivare un tavolo permanente di confronto tra volontariato e Giunta regionale, d'intesa con le forze sindacali ed il terzo settore, per costruire in Calabria un nuovo Welfare dei minori e della famiglia".

L'attività del Forum si snoda intorno a tre obiettivi primari. Innanzitutto, dare visibilità alle azioni positive già in atto ad opera di numerosi volontari e professionisti specializzati in differenti settori, come pediatri, psicologi, insegnanti. E proprio ai "Luoghi della solidarietà in Calabria" sarà dedicato un video che verrà proiettato durante i lavori del convegno. Inoltre, conoscere e quantizzare i bisogni dei minori: il diritto alla salute, alla famiglia, all'istruzione, al lavoro, alla socializzazione, per potere, infine, essere propositivi rispetto alle istituzioni, a cui spetta l'adozione di leggi che contengano provvedimenti concreti a favore dei bambini. A tal proposito, Mario Nasone, presidente del Centro comunitario "Agape", ha riferito della proposta di legge, attualmente in discussione presso l'Assemblea legislativa calabrese, che prevede la diminuzione del dieci per cento dello stipendio dei consiglieri regionali a favore di un fondo per l'infanzia. "Iniziative del genere ­ ha detto ­ sono ancora più auspicabili dal momento che i tagli imposti dalla Finanziaria prevedono una diminuzione dei trasferimenti agli enti locali, che si tramuterà in minori investimenti anche per le politiche sociali". Insomma, una situazione di emergenza, che sarebbe aggravata, è stato evidenziato, dal mancato rifinanziamento della legge 328, che prevede, fra l'altro, interventi a vantaggio dei minori, e dalla prossima chiusura degli istituti che ospitano i bambini abbandonati e in difficoltà. "Più che di chiusura ­ ha precisato Nasone ­ si tratta di una riconversione degli ormai antiquati istituti. L'obiettivo, nel lungo periodo, è quello di offrire ai bambini abbandonati una famiglia. Inoltre, a quelli allontanati dal proprio nucleo familiare per ragioni di degrado economico e sociale, il ritorno nella propria casa, garantendo aiuti e sostegno alle famiglie disagiate". Dati alla mano, sono circa 1500 i bambini calabresi che si trovano in questa condizione: non abbandonati, e quindi secondo la legge non adottabili, ma allontanati da ambienti familiari insani. Recentemente la Conferenza episcopale calabrese ha proposto un progetto intitolato "Le strada di casa" per favorirne il ritorno alle famiglie d'origine. "E' evidente ­ ha sottolineato Damiana Falcone, impegnata nel Centro per la Tutela dei minori di Reggio ­ che una vera politica per la famiglia debba essere sostenuta da finanziamenti, da azioni anche piccole, ma tangibili. Attendiamo, quindi, una proposta concreta da parte della Regione".

Don Pino Di Masi, parroco di Polistena, è intervenuto sulle nuove strade percorse dalla mafia per irretire i giovani e farne manovalanza per le attività criminali. "La mafia è consapevole della forza attrattiva dello sport, soprattutto del calcio, sui ragazzi ­ ha affermato il parroco ­ Si sta sviluppando un fenomeno inquietante, in cui i delinquenti si nascondono dietro associazioni sportive in modo da avvicinare i giovani e condurli ai primi illeciti".

Si è parlato, inoltre, del ruolo della scuola nella prevenzione del disagio minorile. Secondo Rosetta Neto, presidente della Fondazione "Falcomatà", è necessario "promuovere iniziative contro il fenomeno della dispersione scolastica e del lavoro minorile".

Angela Martino

Gazzetta del Sud   Mercoledì, 5 ottobre 2005

Presentato ieri al Consiglio regionale il convegno sulla condizione minorile

promosso dal centro comunitario Agape

Un fermo immagine sull’infanzia negata

Un fermo immagine sulla condizione minorile in Calabria. Una due giorni per aprire una finestra sul mondo dei diritti negati all'infanzia, un appuntamento promosso dal centro comunitario Agape, che sarà ospitato venerdì e sabato nella sala ''Nicholas Green" del Consiglio regionale. Un confronto a più voci che analizzerà da diverse angolazioni i disagi, i rischi di devianza dei minori, dei "Bambini in bilico". Occasione in cui sarà presentato anche il Forum delle associoni che si occupano della tutela dei minori sul territorio. Una realtà ricca di potenzialità, una realtà da raccordare e coordinare. II convegno, sottolinea infatti Pino La Gamba, portavoce del forum che abbraccia ben 30 associazioni, si propone di dare visibilità a ciò che di buono si sta realizzando sul campo. Non solo, si raccoglieranno le esigenze dai dati reali. Dati che - incalza La Gamba - contavano nel 2001 ben 1.600 minori in istituto. Bambini che continuano ad essere espressione di altrettante famiglie in difficoltà. II confronto inoltre potrà rappresentare un elemento propositivo per le istituzioni che hanno il compito di scrivere le leggi». «Un appuntamento che arriva in un momento particolarmente delicato perché - sottolinea Paola Suraci, giornalista che ha coordinato la conferenza di presentazione del convegno - si vive un passaggio epocale. Tra il 2005 e il 2006 saranno infatti chiusi gli istituti». Anche alla luce di questa scadenza «il convegno vuole essere im momento di riflessione - sostiene Mario Nasone della comunità Agape - vorremmo che l'attenzione alla famiglia, sbandierata da tutti gli schie-ramenti politici, non fosse solo uno slogan ma si trasformasse in qualcosa di concreto. Così senza piangerci addosso o riinbalzare le respnsabilità, abbiamo formulato una serie di proposte». Proposte maturate da chi si confronta ogni giorno con realtà difficili in diversi campi. Se il dott. Lucio Raffa mette in luce alcune istanze che fanno capo all’assistenza snitaria pre e post parto, la rof.ssa Rosetta Neto Falcomatà ribadisce come «la cornice delle certezze per l'in-fanzia è debole. L’Italia - sottolinea - é il paese europeo che spende meno in Europa per le politiche sociali. Un elemento che al sud diventa ancora più grave», Una ricostruzione in cui spesso le periferie diventano realtà più a rischio, così come emerge dai racconti di don Pino De Masi che da Pollstena registra e denuncia una nuova tendenza: la malavita ha trovato un nuovo modo per attirare i giovani: lo sport. Un veicolo di grande potenza con cui fare "sgambetto" all'antimafia». Damiana Falcone, del centro tutela minori, sollecita «un intervento con i fatti a favore della famiglia chie deve tornare a riappopriarsi del suo ruolo».

Eleonora Delfino

 

 

 

 

 

 

 


Il Quotidiano della Calabria    Mercoledì 5 ottobre 2005

Don Pino De Masi, vicario della diocesi Oppido-Palmi, punta l'indice contro le squadre dilettantistiche
«La mafia adesca giovani calciatori»
Secondo il parroco i clan si stanno sostituendo agli oratori


REGGIO CALABRIA- " Per adescare i giovani, la mafia sta investendo nello sport, praticamente sostituendosi agli oratori". L'affermazione, pesante , fuori dagli steccati, che sicuramente provocherà un acceso dibattito è di don Pino De Masi, vicario generale della Diocesi di Oppido- Palmi. Il sacerdote che è anche parroco di Polistena , responsabile della Piana di Gioia Tauro dell'Associazione " Libera" e fondatore di alcune cooperative che gestiscono beni e terreni confiscate alle potenti cosche della ndrangheta della Piana si è espresso in questo modo intervenendo ieri mattina ad una conferenza stampa che si è svolta a Reggio Calabria per la presentazione di un convegno organizzato dal Centro Comunitario "Agape" sul disagio giovanile. «Oggi occorre dare aiuto ai bambini e agli adolescenti di strada che corrono seriamente il rischio di finire nelle grinfie della mafia» ­ ha detto don De Masi. «C'e' un nuovo modo da parte della mafia di avvicinare i giovani: con lo sport ed il calcio in particolare, perché la mafia ha capito la forte attrazione del calcio e per questo si è indirizzata nella costruzione e nella gestione di molte strutture sportive».

Don De Masi, com'è suo costume non si è nascosto dietro giri di parole ed ha puntato il dito anche contro le società dilettantistiche: «Molti presidenti di squadre ­ ha denunciato - sono mafiosi, con la conseguenza che molti giovani finiscono, prima o poi, al servizio delle cosche». «Si tratta di un sistema che consente loro di fare lo sgambetto alle migliori tradizioni, come quelle degli oratori, dove si insegna la pratica sportiva educando il giovane al rispetto ed alla tolleranza. Per usare una immagine metaforica , possiamo affermare ­ ha continuato Don De Masi - che lo sport ed il calcio in particolare rappresenta un veicolo di grande potenza che grazie l'abilità di chi lo conduce o dalle strade su cui cammina attrae un numero sempre maggiore di giovani. La criminalità organizzata ha capito molto bene che lo sport ed in particolare il calcio offre possibilità aggregative enormi e che grazie allo spirito di emulazione , in questo caso di un modello negativo, sviluppa dinamiche tipiche di sopraffazione e di vero e proprio caporalato . Non a caso scopriamo che essa nei nostri piccoli e grandi centri investe nella costruzione e nella gestione di strutture sportive e presiede anche società di calcio. Tutto ciò gli consente di avvicinare i giovani nei quartieri e di assoldarli nelle sue attività illecite».
Insomma, secondo il sacerdote per molti minori parlare di "compagni di calcetto" non rimanda semplicemente ad attività del tutto limpide. Abbiamo di fronte la necessità di porre maggiore attenzione su questo fenomeno emergente e sollecitare un lavoro continuo e non episodico nei quartieri e nelle strade che sia una credibile alternativa a percorsi tracciati sulle vite dei minori a rischio».

Il convegno, che si terrà venerdì nella sala ''Green'' del Consiglio regionale sul tema ''Bambini in bilico'', vedrà la partecipazione di numerose associazioni che da anni condividono in Calabria la condizione dei bambini e dei ragazzi in difficolta'. «E' necessario richiamare le istituzioni regionali, gli enti locali e le agenzie educative - ha detto il presidente dell'Agape di Reggio Calabria, Mario Nasone - alla necessità di investire sulla famiglia come soggetto attivo delle politiche sanitarie e sociali. In Calabria, infatti - ha detto Nasone - le politiche sociali ed educative non riescono a garantire i diritti di cittadinanza fondamentali per i minori».
Per Rosetta Neto Falcomatà invece il "forum delle associazioni rappresenta un momento di straordinario confronto tra operatori della scuola, della sanità, delle scienze sociali per discutere dell'adolescenza e denunciare i diritti violati
. L'Italia e' il Paese in cui si spende meno in Europa per le politiche sociali e l'attenzione delle istituzioni è purtroppo ancora insufficiente». Giuseppe La Gamba e Giuseppe Raffa, pediatri e membri del Forum, hanno evidenziato nei loro interventi la "necessità di lavorare sul territorio, elevando la qualità dei servizi per la madre e il nascituro, con interventi domiciliari per identificare i veri bisogni».

Michele Albanese

Il Quotidiano della Calabria   Sabato 8 ottobre 2005

Al via ieri il seminario sui minori del Forum delle associazioni
Dalla parte dei bambini che vivono "in bilico"


«Un bambino mostrato di spalle, che come un equilibrista, cerca di vincere la sfida di non cadere dalla stretta passatoia posta in alto, sulla quale cerca di rimanere in piedi per non cadere; sotto di lui, c'è l'immensità della strada; il vuoto»: Questa, l'emblematica immagine, in bianco e nero atemporale, della locandina sponsor del Convegno Regionale "Bambini in bilico".

Un seminario sulla condizione minorile nella nostra regione, che si svolge, non a caso, presso una sala del Consiglio regionale intitolata ad un bimbo che non c'è più; la cui vita è stata spezzata proprio qui, in Calabria, per mano della violenza più crudele ed ingiustificabile "dei grandi": Nicholas Green.

Con queste parole, Mario Nasone del Centro comunitario Agape, ha aperto la prima della due giorni del meeting, nel corso del quale sono state trattate ed analizzate, responsabilità delle istituzioni e della società verso i minori che vivono in situazioni di disagio e di pericolo; che "barcollano", restando, appunto, spesso a lungo "in bilico", in attesa che la comunità riesca a dar loro un d'amore e di stabilità: in attesa, quindi, di poter essere bambini.

«Ed il piccolo Nicholas Green» - ha proseguito Nasone, «rappresenta un'icona di tanti bambini che in Calabria, sono a rischio, in bilico: che rischiano, com'è avvenuto a lui, di essere travolti dalla violenza altrui, dalla devianza; dalla mafia, che è come un virus da prevenire, facile a colpire i fragili minori».

L'esteso intervento di Mario Nasone, si è concluso con una sorta di appello alla nuova Giunta regionale ed al governatore Loiero: «I bambini» ­ ha detto il rappresentante Agape ­ «non hanno colore politico; non appartengono né alla destra né alla sinistra; sono patrimonio di tutti, per cui, diciamo all'onorevole Loiero ed alla giunta tutta, di darsi una mossa; di farsi sentire, e che le politiche sociali locali possano dare di più».

L'evento, ha visto alternarsi nei due giorni del meeting più tavole rotonde, che sono state moderate, dai giornalisti Gianfranco Manfredi, Paola Suraci e Giuseppe Baldessarro, con numerosi relatori, che hanno affrontato da più angolature, temi attinenti all'infanzia sofferta e negata, e tra questi, oltre alle autorità, a rappresentanti del settore medico, della politica, sindacali, degli enti, delle associazioni, della chiesa e delle istituzioni, sono intervenuti tra gli altri: «Pino La Gamba, portavoce del forum Region; Franco Tricoli, procuratore della Repubblica di Crotone; suor Carolina Iavazzo, del centro "Padre Puglisi" di Bovalino; Maurizio Bonati, direttore del laboratorio per la salute mentale infantile dell'istituto "Negri" di Milano; Rosetta Neto, presidente della fondazione "Italo Falcomatà"; Ernesto Caffo, presidente di "Telefono Azzurro"; Giuseppe Marino, legale e presidente del centro reggino Agape; Vincenzo Schirripa dell'Agesci Calabria; Damiana Falcone del centro tutela minori di Reggio; don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione contro tutte le mafie "Libera", e per portare la loro testimonianza, i coniugi Barresi, dell'associazione "Giovanni XXIII°", di Villa San Giovanni. Pino La Gamba del forum Region, ha sottolineato che, l'obiettivo primo del Forum, è la ragione stessa per cui è nato: dare visibilità e voce ai minori in difficoltà: silenziosi, e quasi invisibili. Intenso, l'intervento di suor Carolina Iavazzo, che ha ricordato don Pino Puglisi, parroco di un paese della jonica, noto alle cronache, e soprattutto a chi lo ha conosciuto da vicino, per aver lottato e dato la vita per i minori coinvolti nel vortice delle mafie. Coinvolgente, la presentazione del video, realizzato da Rtv, "Minori e luoghi della solidarietà in Calabria". Tanti, e tutti di spessore gli altri temi affrontati, anche a più voci; temi diversi ma legati tra loro da un unico filo, l'importante tematica "del ruolo della scuola nella prevenzione del disagio minorile", proposto da Rosetta Neto Falcomatà.

Giovanna Nucera

Il Quotidiano della Calabria    Sabato 8 ottobre 2005

L'accorato intervento di don Luigi Ciotti
«Abbiamo il diritto di arrabbiarci di fronte ad alcune ingiustizie»


L'intervento di don Luigi Ciotti, notoriamente in prima linea nel campo del sociale, promotore di battaglie contro la criminalità, la droga e l'abuso di minori e soggetti deboli della società, già fondatore del Gruppo "Abele" di Torino, e presidente dell'associazione nazionale contro tutte le mafie "Libera", è stato corposo ed atipico come sempre, ed anche in questa occasione, ha confermato la spiccata caratteristica, che lo distingue, quella cioè, di "non aver peli sulla lingua", quando prende la parola.

Don Luigi Ciotti, "si arrabbia" facilmente, e tanto, e generalmente, invita tutti nei suoi interventi, "ad arrabbiarci un di più" nella quotidianità, quindi a reagire, a lottare per sconfiggere il male ed il marcio, "perché"- ha ribadito nel suo intervento al convegno- "spesso balbettiamo tanto, ma ci arrabbiamo poco, quindi, agiamo poco".

"Guardando i dati della povertà e della sofferenza minorile che stiamo analizzando oggi ­ ha proseguito - se penso al denaro che si vuole spendere per realizzare il Ponte sullo Stretto, non posso non arrabbiarmi, ma soprattutto, mi vergogno".

"Arrabbiarsi" ­ ha aggiunto don Ciotti ­ "è un diritto, e non significa vivere da arrabbiati; ma è un atto d'amore, ed invece, ciò che non giusto è il non arrabbiarsi di fronte a certe cose: ingiustizie, sfruttamenti e sofferenze delle persone deboli, indifese.

Don Ciotti, si è poi soffermato, in particolare sul concetto di etica.

"L'etica" ­ ha detto ­ "è la ricerca dell'autenticamente umano, e nell'etica, dovrebbero esserci, la tensione ed i paletti necessari affinché il nostro agire sia, un agire umano. E l'agire umano, comprende il "prendersi cura", che significa, "sostenere l'altro", ma cosa importante, partendo dalle sue libertà e non dalle sue povertà".

"La Calabria, è una terra dove molti, sono ostaggi e, tra questi, tanti ragazzi non sono liberi: basti pensare al lavoro nero, alle mafie, ed alle più forme di dipendenza che li rendono ostaggi.
"Potere, possesso, forza, bellezza", divengono, per via del bombardamento mediatico cui sono sottoposti, valori banditi ai giovani, che poi spesso, non ritenendo di possedere questi "canoni", non si sentono all'altezza delle situazioni; si sentono inferiori, se ne scusano, e divengono prede facili da 'reclutare' dai mafiosi, perché, la criminalità va a pesca nella crisi d'identità e molti abboccano, perché non si vedono davanti altri ambiti, si sentono fieri per l'essere stati "scelti" dal "potente" mafioso".

Don Luigi Ciotti, ha toccato la piaga dello sfruttamento dei minori nel terreno della criminalità della compra ­ vendita dei bambini per l'espianto degli organi, ed ha detto:"Possibile, che l'uomo arrivi a tanto? C'è bisogno di giustizia, e la giustizia, può diventare bontà, ed è necessario creare le condizioni di un percorso di giustizia che significhi davvero uguaglianza".
"Si continua a dire" ­ ha concluso ­ " che la società ha bisogno dei giovani per cambiare; io invece, sostengo che siamo noi adulti a dover cambiare la società. E' giusto intervenire sui giovani, ma purchè non diventi un alibi per non occuparsi del resto, e senza usare, come spesso avviene, i giovani come copertura di una società che arranca, che fa fatica".

g.n.

La Gazzetta del Sud     Sabato, 8 ottobre 2005

REGGIO C. "I bambini in bilico" chiedono ascolto e rispetto

II rischio della devianza

REGGIO CALABRIA - Conoscono il rischio della devianza, dell'esclusione sociale, del!'abbandono. Sono i "bambini in bilico" quelli a cui è stata negata l'infanzia, quelli che chie-dono ascolto e rispetto, alla comunità e alle istituzioni. Vocine flebili spesso inascoltate. Voci che in Calabria fanno muovere "l'esercito del volontariato". Così per tracciare il quadro della situazione calabrese e individuare lepriorità d'intervento il centro comunitario Agape e il Fo-rum regionale delle associazioni che si occupano di minori hanno "chiamato a rapporto" tutte le realtà che operano nel settore.

Una due giornl, avviata ieri al consiglio regionale, che ha registrato l'inteevento di don Luigi Ciotti, una due giorni in cui si analizzano realtà e prospettive partendo dai dati poco confortanti snocciolati da Mario Nasone della comunità Agape che sottolinea: «Sono quasi 843 mila i calabresi che vivono in condizioni di povertà, o di quasi povertà». Realtà che «chiedono risposte da parte delle forze politiche che ci devono dire che posto hanno nella loro agenda i temi sociali. Purtroppo c'ê stata una falsa partenza: il pasticcio delle deleghe distribuite a 3 assessori, a 5 mesi dall'insediamento non è stato nominato il direttore generale del settore, nessun tavolo è stato attivato per l'attuazione della legge 23». Attenzione che dovrebhe concretizzarsi in risorse e qui arriva la proposta: «La riduzione del 10 per cento dello stipendio dei consiglieri regionali e l’eliminazione delle consulenze non indispensabili.  Risorse da destinare ad un fondo per l'infanzia». E continua Pino La Gamba, portavoce del Forum: “E’ stata istituita la figura del garante con una legge che va riempita di contenuti. Anche su questo fronte attendiamo un segnale nuovo».

Un confronto a più voci moderato dal giornalista Gianfranco Manfredi che analizza il fenomeno da più angolazioni. Franco Tricoli, procuratore della Repubblica a Crotone, descrive i “bambini del limbo". Minori dichiarati in stato di semi-abbandono permanente, in attesa in istituto o nella situazione di affido sine die. Un limbo di disagi e di sofferenza legato alle condizoni socio-economiche, socio-ambientali. all'assenza di affetto familiare, alla poca attenzione delle istituzio-ni. Bambini che possono perdersi, che facilmente possono imboccare le tante strade dell'inferno». Bambini che come sottolinea Maurizio Bonati, direttore del laboratorio per la salute materno-infantile dell’Istituto M. Negri di Milano, devono confrontarsi con una realtà sanitaria difficile.

«Vite in cui bisogna entrare in punta di piedi» sostiene suor Carolina Iavazzo, la religiosa che ha vissuto in prima linea le esperienze e gli insegnamenti di don Pino Pugliesi, il sacerdote ucciso dalla mafia al Brancaccio. «Ragazzi di strada, figli del vento, ragazzi che sembrano boss in miniatura che nascondono invece grandi fragilità. Li ho visti questi ragazzi a Palermo e li vedo anche adesso nella Locride, perchè i bambini sono le prime vittime della mafia. Sempre».

Storie che alimentano «il diritto alla rabbia», tuona don Luigi Ciotti. Parte da quì la sua riflessione etica sulla spiritualità dell'accoglienza, sul senso del prendersi cura dei bambini. «Dovrebbe esserci una continua tensione per fare in modo che si resti persone libere e autentiche" sottolinea con un lampo nello sguardo. «Prendersi cura - incalza - vuol dire sostenere l'altro nella sua libertà e non nella sua povertà. In questa terra, molti sono gli ostaggi schiacciati dalla mafia. La. spiritualità dell'accoglienza deve saper generare la giustizia e il nostro obiettivo è quello di partire dalla giustizia sociale».

Eleonora Delfino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Monday 09 January 2006 )
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